Ventimiglia, ragazzine di 14 e 15 anni si prostituiscono su gnoccaforum.com. Cliente le denuncia. Si ispiravano al caso di Roma. Arresti in tutta italia.

PER APPROFONDIRE tagbaby prostitute, pedofilia, prostituiscono, cliente
Tre studentesse di 13 e 15 anni si prostituivano per avere la paghetta più ricca. Lo facevano da circa un mese e l'idea era venuta loro con l'eco del giro di baby prostituzione a Roma. A denunciarle un trentenne che ha rifiutato il rapporto e ha denunciato tutto. «Quando ho visto che era una bambina, mi si è gelato il sangue e sono scappato», ha detto alla polizia il trentenne che ha denunciato il caso. L'uomo era cascato nelle recensioni escort in internet sul sito gnoccaforum.com «Quella ragazzina non l'ho fatta neppure salire in auto», ha aggiunto ai poliziotti.
Cinque indagati per sfruttamento della prostituzione minorile, anche se il sito non è stato ancora cancellato perchè si trova su un server straniero. I capi dell'organizzazione criminale sono quasi tutti agli arresti domiciliari e molti clienti stanno ricevendo gli avvisi di garanzia o subendo proprio in queste ore perquisizioni a tappeto. Mogli disperate, padri di famiglia dal doppio volto: di giorno lavoratori integerrimi, di notte presunti ignobili pedofili.

Le tre studentesse, tutte di buona famiglia, si prostituivano attraverso annunci su siti internet dedicati agli incontri. Si 'vendevano' per 30 o 50 euro. Incontravano i clienti che spesso hanno figli dell'età delle baby prostitute, nelle loro auto in luoghi pubblici come i piazzali o zone isolate dell'entroterra. Le indagini, del commissariato di Ventimiglia, sono coordinate dalla procura dei Minori di Genova.

Quando sono state interrogate in caserma hanno pianto ed hanno manifestato pentimento e ravvedimento le tre baby prostitute. Davanti ai genitori, le ragazzine hanno spiegato di non aver piena coscienza di quanto stessero facendo e che tutto era cominciato quasi come un gioco per imitare le ragazze che si prostituivano a Roma: «In che guaio ci siamo cacciate - hanno affermato, dopo un pianto liberatorio - Abbiano sbagliato, non lo faremo più», sono alcune delle frasi pronunciate dalle ragazzine ai poliziotti, quando sono state ascoltate in caserma.
Giovedì 25 febbraio 2016 - 15:22
 
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certi articoli non andrebbero
pubblicati e discussi eccessivamente il rischio emulazione è sempre in agguato

 

 
E la colpa?
Non chiamiamole inconsapevoli vittime. Queste ragazzine sono il prodotto di un modo di vivere legato a stereotipi e modi di vita, che loro considerano essenziali per esserci e di non sentirso fuori e emarginate. Per ottenere ciò non si pongono remore morali, visto che come mostra il social, il mondo va così. Senza dubbio viviamo in una società piena di insidie per chi non sa discernere i veri valori, ma la maggior colpa è anche di chi non sa cogliere certi segnali dei loro figli, e che bonaraimente acconsente superficialmente a certi . comportamenti "che tanto è il modo di vivere dei giovani" e non sanno porre dei paletti, che porterebbero sicuramente a un difficile rapporto di conflitto, ma che forse potrebbero aiutare a capire chi non ha ancora il cervello e l'esperienza per farlo da soli.

 

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